Grande successo per il 121° Congresso della Società Botanica Italiana all’Università Mediterranea di Reggio Calabria
Data:
10 Settembre 2026
REGGIO CALABRIA – L’Aula Magna “A. Quistelli” dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria è stata lo scenario di un evento scientifico di risonanza globale: il 121° Congresso della Società Botanica Italiana (SBI), svoltosi in concomitanza con la XII International Plant Science Conference (IPSC).
Un appuntamento cruciale che ha riunito ricercatori e specialisti di rilievo internazionale per confrontarsi sulle principali sfide ambientali del nostro tempo: dalla conservazione della biodiversità alla biologia molecolare, fino al monitoraggio ambientale, all’etnobotanica e alla sostenibilità.
L’evento ha goduto dell’importante patrocinio della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), rappresentata dal Presidente Sen. Dott. Vincenzo D’Anna, e dell’Ordine dei Biologi della Calabria, guidato dal Presidente Dott. Domenico Luca Laurendi.
Il programma scientifico e l’escursione in Aspromonte
Nel corso dei lavori si sono tenuti cinque articolati simposi internazionali focalizzati su tematiche di stretta attualità:
- Conservazione della biodiversità vegetale di fronte al cambiamento climatico e ai rischi di estinzione;
- Monitoraggio degli habitat e gestione della rete Natura 2000;
- Interazioni biologiche, microbioma e dinamiche trofiche;
- Biologia molecolare vegetale e biotecnologie, con un focus sull’editing genetico e le risposte agli stress ambientali;
- Etnobotanica e prodotti naturali all’insegna dell’estrazione verde e della nutraceutica.
A completare l’intenso programma, tavole rotonde dedicate agli alberi monumentali e ai boschi vetusti, approfondimenti sulla Restoration Ecology e una suggestiva escursione scientifica sul campo tra i tesori naturali del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Le dichiarazioni del Magnifico Rettore, Prof. Giuseppe Zimbalatti

Il Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Prof. Giuseppe Zimbalatti, ha sottolineato l’orgoglio dell’Ateneo nell’ospitare un’assisi di caratura internazionale, evidenziando il forte legame tra Università ed Ordine dei Biologi:
“Accogliere nella nostra Aula Magna i massimi esperti mondiali nel campo delle scienze botaniche e ambientali rappresenta motivo di grande orgoglio per l’Università Mediterranea e per l’intera Calabria. Questo Congresso riafferma la centralità del nostro Ateneo come polo di eccellenza scientifica e laboratorio d’avanguardia per lo studio della biodiversità nel bacino del Mediterraneo.
La sinergia sempre più solida e proficua con il mondo delle professioni, ed in particolare con l’Ordine dei Biologi della Calabria, dimostra quanto sia fondamentale trasferire i risultati della ricerca scientifica in azioni concrete di tutela, valorizzazione e sviluppo sostenibile del territorio. Ringrazio il Presidente Laurendi e l’Ordine per la costante collaborazione e per la visione condivisa verso nuove e imminenti iniziative di ricerca e formazione professionale.”
Centralità e futuro della professione del Biologo: le parole del Presidente Laurendi

Nel corso del suo intervento istituzionale alla cerimonia d’apertura, il Dott. Domenico Luca Laurendi, Presidente dell’Ordine dei Biologi della Calabria, ha espresso vivo ringraziamento al Magnifico Rettore dell’Ateneo reggino, Prof. Giuseppe Zimbalatti, al Comitato Organizzatore e al Prof. Carmelo Maria Musarella per la proficua sinergia instaurata.
Il Presidente Laurendi si è poi soffermato sul valore strategico dell’assisi per il mondo professionale:
“Desidero rivolgere un sentito e doveroso ringraziamento al Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Prof. Giuseppe Zimbalatti, per il gradito invito a questo importante assisi scientifica e ai professri e colleghi G. Spampinato e C. Musarella per il costante coinvolgimento del nostro Ente. La presenza attiva dell’Ordine dei Biologi non è un semplice atto formale, ma il segno tangibile di una sinergia profonda e consolidata, intrappresa ormai da tempo tra l’Ordine e l’Università.
Questo dialogo istituzionale costante darà a breve i suoi frutti: stiamo infatti definendo importanti attività di ricerca e progettualità condivise che saremo pronti a rendere note prossimamente.
Nel campo delle scienze botaniche e dell’ecologia vegetale, il contributo della nostra categoria professionale si articola su due fronti complementari e altrettanto fondamentali. Da un lato abbiamo la figura del biologo ricercatore, che con lo studio scientifico, l’innovazione metodologica e la ricerca d’avanguardia fornisce le basi e le evidenze per comprendere la biodiversità; dall’altro c’è il biologo professionista, che opera sul campo traducendo tali conoscenze in interventi operativi di monitoraggio, consulenza ambientale, pianificazione e gestione sostenibile.
Entrambe le componenti svolgono un ruolo cruciale, indispensabile e insostituibile per la tutela, la salvaguardia e la concreta valorizzazione del nostro straordinario patrimonio territoriale.”
L’evento ha riaffermato la centralità della figura del biologo come professionista chiave nella gestione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio naturale locale e globale.
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Ultimo aggiornamento
7 Ottobre 2026, 14:07
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